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SOCIETA’ DI PERSONE: LA PARTECIPAZIONE AGLI UTILI DA PARTE DI SOCIO DISINTERESSATO ALL’ATTIVITÀ ECONOMICA

L’articolo intervista all’Avv. Leonardo Arienti del Foro di Bologna nasce per rispondere ad una esigenza che ho incontrato nello svolgere la mia attività di consulenza finanziaria.

Nelle società di persone può spesso succedere che non tutti i soci siano interessati all’attività economica e lavorativa dell’azienda ma, nello stesso tempo, quegli stessi soci non accettino di essere liquidati per potere continuare a partecipare alla distribuzione dei dividendi. Cosa si può fare?

Avvocato Arienti, quale è secondo lei la soluzione o le soluzioni più appropriate per trovare una risposta alla situazione che ho descritto? 

Il caso da Lei prospettato sembrerebbe fare riferimento ad una società in nome collettivo (S.n.c.) a ristretta base partecipativa, nella quale si presume che tutti i soci vengano coinvolti nell’amministrazione della società e nell’esercizio dell’attività sociale in qualità di soci-amministratori. Tale tipologia di società di persone si caratterizza proprio per il coinvolgimento di tutti i soci nell’attività economica della società, della quale sono anche amministratori, oltre che nella partecipazione agli utili sociali in base alla rispettiva quota di partecipazione al capitale. Per un socio della S.n.c. interessato alla percezione dei dividendi ma disinteressato a partecipare all’attività economica della società, sono possibili diverse soluzioni. La soluzione più opportuna dovrà essere valutata anche in base alle qualità soggettive degli attuali soci senza dimenticare tutte le tematiche relative al futuro trasferimento della proprietà delle partecipazioni da una generazione a quella successiva (così detto “passaggio generazionale”).

Prima soluzione

La soluzione più semplice per consentire all’attuale socio c.d. “disinteressato” di diventare un “socio investitore”, e dunque un socio con diritto alla percezione degli utili sociali, è la trasformazione della S.n.c. in società ad accomandita semplice (S.a.s.). Tale tipologia di società ha proprio la caratteristica di prevedere due categorie di soci:

  • i soci accomandanti che partecipano agli utili dell’impresa ma non sono amministratori della società ed hanno una responsabilità personale limitata per i debiti contratti dalla società;
  • i soci accomandatari che sono anche amministratori della società.

Seconda soluzione

La seconda soluzione potrebbe essere quella di apportare una semplice modifica dell’atto costitutivo della S.n.c. nel quale il socio disinteressato andrà ad essere qualificato come “socio non amministratore”. Egli avrà dunque diritto a percepire gli utili sociali (dividendi) e sarà qualificato come un socio-investitore, con limitazione della propria responsabilità personale per le obbligazioni contratte dalla società.

Terza Soluzione

Altra soluzione potrebbe essere quella di trasformare la società di persone in una società di capitali come la società a responsabilità limitata (S.r.l.). Con questa operazione i soci, amministratori e non, potrebbero essere avvantaggiati dalla limitazione di responsabilità garantita dalle società di capitali che, a differenza di quanto accade nelle società di persone, godono di autonomia patrimoniale e dunque i soci non rispondono personalmente con in proprio patrimonio per le obbligazioni assunte dalla società. La trasformazione in S.r.l. potrebbe consentire al socio-disinteressato sia la partecipazione agli utili, sia l’eventuale presenza nel Consiglio di Amministrazione quale consigliere privo di deleghe. 

In tutti i tre casi sopra descritti sarebbe possibile anche prevedere la scomposizione del diritto di proprietà riferito alla quota di partecipazione in modo che il c.d. “socio disinteressato” possa cedere la nuda proprietà ai soci amministratori, ritenendo però il diritto di usufrutto che gli permette di percepire gli utili. In questo modo, la società potrebbe già pianificare il proprio futuro anche in ottica successoria e di trasferimento dell’impresa tra le generazioni andando a valorizzare l’attività dei soci-amministratori.  Il socio non-amministratore (ovvero il socio disinteressato) avrà diritto a percepire gli utili ed a votare in assemblea vita natural durante.

Inoltre, per garantire stabilità all’impresa negli anni, anche in caso di conflitti tra soci interessati e disinteressati all’amministrazione, oltre che garantirne la protezione del patrimonio personale, i soci potrebbero costituire un trust nel quale conferire parte delle partecipazioni sociali. In questo modo il trust curerebbe gli interessi delle parti evitando possibili conflitti, limiterebbe la responsabilità patrimoniale dei soci e garantirebbe notevoli vantaggi ai fini fiscali, anche in ottica di futuro trasferimento tra le generazioni dell’impresa di famiglia.