Scrittrice al lavoro

Previdenza integrativa: ultimo appello per la deducibilità

È dicembre: ultimo appello per la deducibilità della pensione integrativa. Ti racconto, con un esempio concreto, cosa significa aprirne una e perché.

Questa mattina è venuta in ufficio a trovarmi una scrittrice che – per convenzione – chiameremo Rita. Era preoccupata per il suo futuro. Io le ho chiesto come se lo immaginava. Lei mi ha risposto che avrebbe voluto continuare a viaggiare come fa abitualmente per lavoro e anche dedicarsi alle sue passioni di collezionista di oggetti d’antiquariato.

COSA TI PREOCCUPA DEL FUTURO?

Ho chiesto a Rita cosa la preoccupasse del suo futuro.

Lei mi ha risposto: le tasse e l’incertezza dell’ammontare della propria pensione. Si domandava quanto sarebbe cambiata la sua vita un domani.

Le ho proposto di valutare la possibilità di accantonare denaro per potersi garantire un’integrazione pensionistica, questo le avrebbe dato la possibilità di avere un doppio vantaggio: fiscale ed economico.

Le ho spiegato i vantaggi fiscali su un reddito di 27.000,00 € facendole degli esempi concreti.

VANTAGGI FISCALI

I vantaggi fiscali sono diversi:

  • I contributi versati ogni anno sono deducibili dal reddito imponibile per un massimo di 5.164,57 EURO. Ipotizziamo di non aver effettuato alcun versamento contributivo ai fini pensionistici.  In base alla normativa vigente dobbiamo considerare due aliquote per calcolare l’imposta da pagare  23 % fino a 15000,00 e 27% da 15001 a 28000 Il risultato sarebbe: (15000*23%) +(27000-15000)* 27% = 3450,00 +12000*27%= 3450,00 + 3240,00= 6690,00 . Ipotizziamo, ora invece, di aver versato 5164 Euro per la previdenza integrativa. Il reddito imponibile sarebbe 27000- 5164 = 21836. L’importo dovuto come imposta sarebbe: (15000*23%)+(21836-15000)*27%=3450,00+6836*27%= 3450,00+1846= 5296 . Avremmo, quindi, un risparmio di 1394,00 Euro. In questi giorni sono in discussione nuove aliquote e 4 scaglioni di reddito invece che gli attuali 5 nel nostro caso il reddito di 27000 o 21836 (versando il contributo previdenziale) rientrerebbe sempre nel secondo scaglione, ma con un’aliquota del 25%, rimanendo invece al 23% il primo scaglione.
  • I contributi previdenziali versati vengono investiti nel piano previdenziale e generano un rendimento che sarà tassato al 20% e non al 26%.
  • La prestazione pensionistica sarà soggetta ad una tassazione pari al 15% a titolo di imposta, tale aliquota verrà ridotta di uno 0,3% per ogni anno di partecipazione alla previdenza complementare successivo al 15esimo; la riduzione massima è pari al 6% e quindi l’aliquota minima applicata sarà pari al 9%.

Rita ha 40 anni dovrà lavorare ancora per molto tempo e potrebbe versare per più di 15 anni  raggiungendo l’aliquota agevolata del 9%. Rita inizia subito a versare potrai beneficiare già dalla prossima dichiarazione dei redditi del vantaggio della deducibilità fiscale dei contributi versati e se vorrai versare un importo maggiore potrai farlo, riuscirai così ad accumulare un ammontare maggiore di capitale a fini pensionistici.

Pensaci è già dicembre: l’ultimo appello per la deducibilità di questo anno.