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Hai una casa editrice e vuoi pagare meno tasse?

Hai una casa editrice e vuoi pagare meno tasse? Oggi ti racconto, con un esempio concreto, quali potrebbero essere le tue opzioni di scelta per aumentare la deducibilità fiscale della tua azienda.

Alcuni giorni fa mi trovavo nella sede di una Snc: avevo un appuntamento con uno degli  amministratori che per convenzione chiamerò Nicola. Nicola si lamentava per l’eccessiva tassazione del settore e mi ha chiesto se c’erano delle possibilità finanziarie, un qualche strumento da utilizzare per aumentare la deducibilità fiscale. Gli ho risposto  che era possibile effettuare degli accantonamenti per il trattamento di fine mandato degli amministratori perché queste voci possono essere dedotte.  Il TFM può anche essere accantonato in uno strumento assicurativo nato specificatamente per rispondere alle esigenze di deducibilità fiscale per l’azienda e per dare un vantaggio economico all’amministratore.

Devi considerare due elementi importanti: l’atto di data certa e la misura dell’indennità.

Nel caso specifico della Snc e anche delle Sas  è necessario che questa forma di accantonamento sia stata prevista in sede dell’atto costitutivo, in caso contrario si dovrà procedere all’interruzione del rapporto con l’amministratore per rinuncia o revoca di mandato: questo porterà alla perdita dell’incarico amministrativo ma non alla qualifica di socio (CORTE DI CASSAZIONE N° 5747/1984).

Successivamente si potrà modificare l’atto costitutivo affinché preveda il diritto all’indennità aggiuntiva da parte dell’amministratore e la nomina degli amministratori. Questa modifica deve essere attuata tramite scrittura privata autenticata o atto pubblico e registrata presso l’ Ufficio del Registro delle imprese (art. 2300 C.C.).

In sede di modifica dell’atto costitutivo dovrà essere indicato anche l’ammontare dell’accantonamento, tale importo deve tenere conto delle dimensioni dell’azienda e dal lavoro che deve svolgere l’amministratore, l’importo corrisposto può essere indicato in valore assoluto o percentuale.

Dopo questa premessa, il cliente interessato a questo tipo di soluzione mi ha anche chiesto quali benefici fiscali avrebbe avuto l’amministratore e cosa sarebbe successo in sede di cessazione del rapporto. Ho risposto che le quote accantonate dall’azienda per l’amministratore non costituiscono reddito per lo stesso.

In caso di cessazione del rapporto di mandato dobbiamo distinguere fra:

  1. Cessazione del rapporto di mandato per cause diverse dal decesso dell’amministratore.
  2. Cessazione del rapporto di mandato a causa di decesso.

Nel primo caso la compagnia ti liquiderà quanto maturato, al netto della tassazione sulla plusvalenza di polizza (differenza tra capitale maturato e l’ammontare dei premi pagati) e di una somma pari alla ritenuta d’acconto del 20% sugli accantonamenti effettuati ed infine l’ammontare eventualmente da destinare alla contribuzione previdenziale.

Ovviamente la tua azienda dovrà farsi carico di comunicare alla Compagnia la somma pari alla ritenuta d’acconto e l’eventuale contribuzione questo permetterà la liquidazione, vista sopra, da parte della Compagnia. Sarà poi la tua azienda ad effettuare il relativo versamento all’erario.

Nicola sarà assoggettato a tassazione separata solo sulla parte di capitale maturato corrispondente ai premi pagati (artt. 17 e 21 del D,P.R. 917/86). L’ imposta definitiva verrà calcolata considerando l’aliquota calcolata in base alla media dei redditi che gli saranno corrisposti nei due anni precedenti alla liquidazione.

Nel secondo caso cessazione del rapporto di mandato a causa del decesso dell’amministratore non vi sarà alcun tipo di tassazione sulla plusvalenza di polizza nel caso venga utilizzato una soluzione tipicamente assicurativa.

A beneficio dei lettori: lo strumento descritto oggi può ovviamente essere utilizzato anche dalle società di capitale.

Ti ho incuriosito? Vuoi ulteriori informazioni? Ti aspetto.

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